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FAQ sul graphic design

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Ti piace il mondo della grafica, e del graphic design in generale?
Vuoi conoscere i termini usati nel gergo tecnico della stampa, e vuoi scoprire la differenza tra immagine raster oppure vettoriale?
Leggi queste utili FAQ, che potranno aiutarti a chiarire i tuoi dubbi.

  1. Cos'è il graphic design?
  2. Quali sono i principali tipi di progettazione grafica?
  3. Cos'è la grafica vettoriale?
  4. Cos'è la grafica bitmap?
  5. Cos'è la grafica 3D?
  6. Cos'è il layout?
  7. Cos'è il campo visivo?
  8. Cos'è la risoluzione?
  9. Cos'è l'aspect ratio?
  10. Cos'è il valore DPI?
  11. Cos'è il valore PPI?
  12. Cos'è l'interpolazione software di un'immagine?
  13. Cos'è la sintesi additiva?
  14. Cos'è la sintesi sottrattiva?
  15. Cos'è il canale alpha?
  16. Cos'è la compressione con perdita di dati (lossy)?
  17. Cos'è la scala PANTONE?
  18. Cos'è la prestampa?
  19. Cos'è la pellicolazione?
  20. Cos'è la stampa offset?
  21. Cos'è la stampa digitale?
  22. Cos'è la progettazione CAD?
  23. Cos'è un plotter?
  24. Cos'è la cianografia?
  25. Cos'è l'impaginazione elettronica?
  26. Cos'è la color correction?
  27. Cos'è la fustella?
  28. Quali sono i formati di stampa su carta pi√Ļ comuni?
  29. Cos'è un font?
  30. Quali sono le principali famiglie di font?
  31. Cos'è la crenatura?
  32. Cos'è l'interlinea?
  33. Cos'è la giustezza?
  34. Cos'è il paragrafo?
  35. Quali sono le modalità d'allineamento del testo?
  36. Cos'è il visual?
  37. Cos'è l'editing video?
  38. Cos'è l'antialiasing?
  39. Di che colore è la luce del sole?
I'm the screen / The blinding light / I'm the screen / I work at night.

1. Cos'è il graphic design?

La progettazione grafica (graphic gesign in inglese) è quel settore delle arti visive che è predisposto alla creazione di contenuti visuali (visual content) che saranno poi inviati per la stampa sia a video che su carta (od altro materiale stampabile) .
I visual content possono essere prodotti con qualsisi tecnica, sia manuale che con aiuto computerizzato, e sono strettamente legati al mondo della promozione pubblicitaria e del marketing in generale.

Il compito di un grafico (graphic designer), ossia dello specialista della grafica, può variare molto da settore a settore di mercato: ci sono grafici specializzati in illustrazione digitale, chi in impaginazione elettronica, chi in progettazione web (front-end) e chi ancora in cartellonistica.
Il mondo della progettazione grafica è estremamente vasto, e nel settore rientrano anche gli specialisti dell'editing video.
Quando è necessario produrre un qualsiasi genere di oggetto visivo, a prescindere da quello che sia il contesto finale in cui sarà inserito, si parla di graphic design.

2. Quali sono i principali tipi di progettazione grafica?

Il vasto mondo del graphic design può essere essenzialmente diviso nei seguenti settori:

  • Progettazione di marchi e logotipi
    Il settore classico della progettazione grafica, che idea e crea brand visivi per prodotti ed aziende;
  • Impaginazione elettronica e pre-stampa
    Il settore che si occupa dell'editoria e, in generale, della produzione grafica per la stampa: riviste, libri, giornali, locandine, volantini, ecc. ecc.;
  • Packaging
    Il settore che si occupa dello sviluppo grafico dei contenitori dei prodotti.
    √ą visto come un'estensione diretta della promozione pubblicitaria;
  • Web design
    Il settore che si occupa del lato squisitamente visivo dei siti web e, in generale, dei contenuti trasmessi sul web.
    Condivide molti elementi con il settore dell'impaginazione elettronica e dell'editoria, ma necessita di conoscenze digitali avanzate (HTML, CSS, Jabascript, framework pi√Ļ usati, ecc ecc.);
  • Visualizing
    Il settore che si occupa esclusivamente della produzione di visual per le campagne promozionali.
    I visual possono essere di qualsiasi tipologia, dal disegno manuale ad un modello CAD, passando per la fotografia;
  • Illustrazione
    Il settore della pura produzione artistica, utile per qualsiasi esigenza visiva.
    Gli elaborati possono essere prodotti con qualsiasi tecnica, sia manuale che digitale, ed il senso artistico richiesto per la realizzazione dei progetti è molto alto;
  • Video Texting
    Il settore ultra-specializzato che si occupa della produzione dei testi a corredo della pagina promozionale, oppure di un video.
    Ci sono delle regole precise per proporre i testi in un messagio visivo, ed il grafico esperto di Video Texting si assicura che vengano rispettate

3. Cos'è la grafica vettoriale?

La grafica vettoriale è un tipo di grafica non basata su informazioni di colore, bensì su puri calcoli matematici.
Viene costruita grazie alle curve di Bézier, ossia curve parametriche generate partendo da due punti ed una linea vettoriale.
Grazie alla grafica vettoriale, è possibile disegnare curve e rette precise e replicabili all'infinito, indipendenti dalla dimensione finale dell'oggetto stampato.
Le immagini vettoriali non sgranano, non sfocano e possono essere ingrandite o rimpicciolite a piacere, mantenendo sempre la stessa definizione.

√ą possibile creare immagini vettoriali sia in due dimensioni che in tre dimensioni, ed √® anche possibile animarle, quindi sono largamente usate nei disegni geometrici, tecnici in generale e nelle illustrazioni di cartoni animati e loghi.
Anche il comune testo (font) è un'elaborazione vettoriale.
Il pi√Ļ grande svantaggio della grafica vettoriale √® la difficolt√† a riprodurre elementi sfumati e con bordi non uniformi nella colorazione: questo la rende inadatta per la riproduzione realistica e fotografica, settori in cui √® preferita la grafica raster.

4. Cos'è la grafica bitmap?

La grafica bitmap (o raster) è un tipo di grafica basata su informazioni di colore, di dimensione e peso variabile, chiamate pixel.
I pixel sono paragonabili ai quadrati di una griglia, che cambiano di numero e dimensione a seconda della risoluzione dell'immagine: tanti pixel assieme, messi l'uno vicino all'altro e a debita distanza dall'osservatore, ingannano l'occhio umano facendogli percepire un'immagine riconoscibile.
√ą un tipo di grafica estremamente duttile, ideale per riprodurre immagini con molte sfumature di colore e con contorni non definiti, come per appunto le fotografie e le illustrazioni manuali in generale.

Il grande svantaggio della grafica raster è che la risoluzione dell'immagine è vincolata al numero effettivo di pixel presenti in essa, e qualsiasi modifica della dimensione (soprattutto l'ingrandimento) ha effetti immediatamente percettibili sulla qualità del disegno.
Se non adeguatamente composte da un numero sufficiente di pixel, le immagini quindi sgranano e perdono di risoluzione quando eccessivamente ingrandite: questo le rende inadatte per stampare contorni precisi, come ad esempio oggetti geometrici oppure anche del semplice testo.

5. Cos'è la grafica 3D?

La grafica 3D è un tipo di grafica che simula la profondità percepita dall'occhio umano grazie all'uso di un terzo asse (l'asse Z) aggiuntivo rispetto ai canonici Y e X.
Con la grafica 3D si possono produrre e modellare oggetti solidi come cubi, sfere e parallelepipedi, dando la sensazione, all'osservatore, che essi godano dell'effetto prospettico.

√ą un tipo di grafica molto usato nel settore del disegno industriale, del disegno architettonico e nell'animazione.
Gli oggetti sono costruiti dapprima con linee vettoriali, per poi venire riempiti con immagini bitmap che simulano tessuti e materiali reali, a cui vengono aggiunte anche luci ed ombre fotorealistiche in un processo chiamato rendering.

6. Cos'è il layout?

Nell'editoria, il layout è la disposizione generale di una data pagina, ossia come la stessa è suddivisa in colonne e righe.
Nell'informatica, in special modo nel web design, il layout è la struttura visiva di una pagina web.
In entrambi i casi, il termine layout coincide con l'italiano 'impaginazione', poiché questo è: è come la pagina, sia cartacea che elettronica, vede i suoi elementi disposti all'interno di essa.
Per esteso, nel termine layout si incorporano anche le pagine prodotte da programmi di videoscrittura.

7. Cos'è il campo visivo?

Nel graphic design, il campo visivo è la parte stampabile di un documento, ovverosia tutto ciò che un osservatore riesce a percepire.
In buona sostanza, corrisponde al perimetro dell'immagine.
Sia nell'editoria che nel web design, ci sono regole abbastanza rigide e codificate da anni, che impongono il posizionamento di visual e testi non a caso nella pagina, ma seguendo un certo percorso logico e sfruttando ogni particolare spazio del campo visivo.

8. Cos'è la risoluzione?

Nel graphic design, la risoluzione è la qualità dell'immagine.
Sebbene idealmente esprima solo una grandezza legata alla nitidezza e alla chiarezza di una data immagine, per esteso s'intende considerare la risoluzione anche una misura delle dimensioni di un documento digitale.
In un'immagine bitmap, la risoluzione è direttamente proporzionale alla densità dei pixel che la compongono: aumentando il valore di quest'ultima, la qualità dell'immagine aumenta.
Immagini a video ed immagini stampate hanno qualità differenti alla resa finale, anche avendo la stessa risoluzione.

9. Cos'è l'aspect ratio?

L'aspect ratio (rapporto d'aspetto) è la proporzione del rettangolo dell'immagine, ovverosia il suo campo visivo.
Molto semplicemente, indica il rapporto puramente matematico tra larghezza ed altezza di un'immagine, sia statica che in movimento.
La proporzione tra le due misure è indicata con un numero razionale (4:3, 16:9, ecc ecc.), oppure comme un numero intero rapportato ad una parte (1.85:1, 2.39:1, ecc ecc.).
Nel corso degli anni, complice la complessa storia della televisione e del cinema, sono stati codificati molti tipi di aspect ratio, tra cui i pi√Ļ comuni sono il formato 4:3 ed il formato 16:9.

10. Cos'è il valore DPI?

Il valore DPI (Dots per Inch, ovverosia punti per pollice) è la misura della densità di informazioni grafiche contenute in un'immagine digitale.
√ą uno dei parametri che permette di valutare la qualit√† totale dell'immagine: pi√Ļ alta √® la densit√† di punti presenti in una linea lunga un pollice (2,54 cm) e pi√Ļ l'immagine sar√† definita.

Al contrario di quello che erroneamente si crede, i punti non corrispondono ai pixel, e non c'è una corrispondenza precisa tra i due valori, in quanto differenti software interpretano la conversione in maniera arbitraria.
Il valore DPI non è relazionato alla dimensione dell'immagine, al contrario del valore PPI.
Per la stampa offset è necessaria e sufficiente una risoluzione di 300 DPI, mentre per le immagini a video la risoluzione in DPI non è così importante, e conta piuttosto la dimensione in pixel.

11. Cos'è il valore PPI?

Il valore PPI (Pixels per Inch, ovveria pixel per pollice) è la misura della densità di informazioni di colore (pixel) contenute in un'immagine digitale.
Il PPI non va confuso con il DPI, poiché non c'è corrispondenza biunivoca tra punti grafici e pixel: il valore PPI indica quanti pixel sono presenti in una linea lunga un pollice (2,54 cm), e quindi definisce la dimensione dell'immagine.

12. Cos'è l'interpolazione software di un'immagine?

L'interpolazione software è quel processo che permette di modificare fisicamente un'immagine digitale, agendo su dimensione, DPI, PPI, riflessione, rotazione, ecc ecc.
Si chiama interpolazione proprio perché, esattamente come la funzione matematica, utilizza valori noti per stimare valori in punti sconosciuti.
Esistono due tipi di interpolazione software per immagini bitmap: interpolazione adattiva e non adattiva.
Entrambi i metodi presentano vantaggi e svantaggi, e gli algoritmi che li regolano sono molti, alcuni proprietari.
Gli algoritmi non adattivi aggiungono usualmente da 0 a 256 pixel (un byte d'informazione) ai bordi dei pixel da modificare per ottenere la trasformazione voluta: pi√Ļ pixel vengono aggiunti e pi√Ļ alta sar√† la qualit√† dell'interpolazione.

Questo genere di algoritmi sono ottimi per distorcere le immagini e ridimensionare le foto, ma hanno lo svantaggio di avere un tempo di elaborazione tanto pi√Ļ lungo quanti pi√Ļ pixel vengono aggiunti durante l'interpolazione.
Gli algoritmi adattivi invece applicano un'interpolazione differente a seconda della zona dell'immagine da modificare: questo fa s√¨ che ogni interpolazione √® un caso a s√©, e non √® replicabile pi√Ļ di una volta su superfici differenti.
Ci√≤ rende pi√Ļ leggero il compito al processore grafico (poich√© √® pi√Ļ comodo interpolare piccole zone in rapida sequenza piuttosto che macro-zone), ma lo svantaggio √® che con questo metodo non √® possibile ruotare o distorcere la foto.

13. Cos'è la sintesi additiva?

La sintesi additiva, conosciuta con l'acronimo RGB (dall'inglese red, green e blue ovverosia rosso, verde e blu) è una mescolanza cromatica che permette di ottenere tutti i colori dell'iride, ossia la parte visibile della frequenza elettromagnetica generata dall'oscillazione dei fotoni (la luce).
Si chiama sintesi additiva poiché è per l'appunto l'addizione di tre colori primari: il rosso, il verde ed il blu.
Tali frequenze cromatiche, unite assieme in quantità eguali, compongono la luce bianca.

Ciò è facilmente dimostrabile scomponendo un raggio di luce solare per mezzo di un prisma, oppure osservando il fenomeno dell'arcobaleno.
I nostri occhi percepiscono naturalmente le informazioni di colore tramite la sintesi RGB, e difatti quando chiudiamo le palpebre - ovverosia eliminiamo tutti e tre i colori principali che compongono la luce bianca tutti assieme - percepiamo solo il nero, quindi l'assenza di luce.
I monitor elettronici, sia schermi del computer, tablet, smartphone o televisione proiettano le immagini grazie alla sintesi sottrattiva.
Grazie alla mescolanza RGB è possibile riprodurre milioni di colori, miscelando oppurtunamente i canali rosso, verde e blu secondo percentuali a piacere.

14. Cos'è la sintesi sottrattiva?

La sintesi sottrattiva, conosciuta con l'acronimo di CMYK (cyan, magenta, yellow e black, ossia ciano, magenta, giallo e nero) è una mescolanza cromatica che permette di ottenere una grande quantità di colori partendo da pigmenti, sia naturali che artificiali.
Al contrario della sintesi additiva, la mescolanza di tutti i colori (in eguale percentuale) della sintensi sottrattiva da come risultato il nero, e non il bianco.
Teoricamente, per ottenere il nero dovrebbero bastare il ciano, il giallo ed il magenta, ma nella realtà delle cose questi tre colori, da soli, non compongono un nero intenso e definito, bensì un grigio scuro definito 'nero teorico'.
Per ottenere un nero ottimale, si deve aggiungere il pigmento nero puro, e la sintesi è percio indicata anche come quadricromia.

La sintesi CMYK è lo standard per la stampa offset, ed è usata intensivamente anche per la stampa digitale, compresa quella casalinga con le comuni stampanti a getto d'inchiostro o laser.
Non è possibile riprodurre fedelmente tutti i colori dell'iride con la sintesi sottrattiva, e spesso le corrispondenze cromatiche tra le due mescolanze danno risultati molto differenti tra di loro.

15. Cos'è il canale alpha?

Il canale alpha (alfa o livello alpha) è un livello aggiuntivo opzionale delle immagini digitali, che indica il livello di opacità dei pixel dell'immagine.
Grazie al canale alpha è possibile ottenere quindi la trasparenza delle immagini, scontornando figure ed oggetti dallo sfondo, oppure interventire sul livello di opacità generale della foto.
In un generico software di interpolazione pixel, il canale alpha si aggiunge ai classici canali rosso, verde e blu.

16. Cos'è la compressione con perdita di dati (lossy)?

La compressione con perdita di dati (lossy, dall'inglese) è un tipo di compressione per file d'immagine che, come il nome lascia intuire, comporta una perdita parziale delle informazioni cromatiche.
Si basa sul presupposto che, in un'immagine digitale, molte informazioni di colore (pixel) non vengono percepite dal nostro occhio e, seppur presenti ed influenti sul peso generale del file, siano di fatto inutili per l'osservatore.

I software che interpolano i file d'immagine con un algoritmo di compressione lossy possono quindi generare file di dimensioni pi√Ļ basse rispetto a quello di partenza, pur mantenendo un buon livello di dettaglio e qualit√† generale della foto.
Tra i tanti algoritmi di compressione lossy disponibili sul mercato, molto famoso ed usato è il formato .JPG (o .JPEG), comunemente usato come standard per lo scambio universale di immagini sul web.
Lo svantaggio principale della compressione lossy è che ad ogni modifica e salvataggio del file, l'immagine perde di dettaglio e qualità.

17. Cos'è la scala PANTONE?

La scala PANTONE, conosciuta ufficialmente come Pantone Matching System, è una catalogazione di colori messa a punto dall'azienda americana PANTONE Inc. negli anni '50 del 1900.
La scala cromatica originaria, che si compone di 1144 colori, √® utile per i professionisti della grafica in quanto tenta di tradurre pi√Ļ o meno fedelmente i colori a video con le reali stampe su carta; il tutto, grazie ad un codice di colore composto da due campi, catalogato in una mazzetta (tirella) che riporta il risultato finale stampato in quadricromia.

Con questo sistema, è possibile quindi inserire il codice PANTONE in un dato oggetto grafico digitale, essendo sicuri che, una volta stampato, il risultato sarà coerente con quello visto nella tirella.
In realtà, è impossibile riproporre fedelmente tutte le miscele RGB con la sola quadricromia, e per questo anche con la tirella PANTONE è necessario prestare particolare attenzione in fase di scelta del colore.

18. Cos'è la prestampa?

In gergo tecnico, si chiama 'prestampa' qualsiasi attività grafica che precede la stampa vera e propria, ovverosia tutta l'attività che va dal bozzetto grafico alla registrazione della macchina da stampa.
Tradizionalmente, la prestampa si divide nelle seguenti fasi:

  1. Ideazione del progetto e bozzetto;
  2. Realizzazione grafica (manale, digitale o tecnica mista);
  3. Preparazione del file grafico finale;
  4. Scomposizione dei canali di colore del file grafico in sintesi sottrattiva (CMYK);
  5. Pellicolazione e fotolitografia delle lastre di stampa;
  6. Installazione delle lastre e registrazione della stampante

Nel caso di stampa digitale, i punti 5 e 6 sono eliminati, in quanto si provvede direttamente alla stampa dal file.
La prestampa, iniziata convenzionalmente con il lavoro pioneristico di Johannes Gutenberg, ha raggiunto altissimi livelli di automazione ed efficienza durante tutto il XX secolo, permettendo la nascita del business dell'editoria economico e per qualsiasi strato sociale.

19. Cos'è la pellicolazione?

La pellicolazione è quel processo della prestampa che provvede a riportare su quattro pellicole differenti, una per ogni colore primario della sintesi CMYK, la gradazione d'inchiostro e la sua posizione grafica sul campo visivo.
Lo scopo è quello di produrre quattro sottili pellicole trasparenti di poliestere (astralon), una per ogni colore che compone l'immagine, con cui ottenere poi l'incisione sulle lastre litografiche.

20. Cos'è la stampa offset?

La stampa offset è un metodo di stampa tipografico planare, di tipo litografico.
Il processo è stato inventato nel 1875 da Robert Barclay, e perfezionato per la stampa su carta nel 1904 da Washington Rubel.
Esattamente come la litografia, nella stampa offset si sfrutta la particolare caratteristica di alcuni elementi, come lo zinco, l'alluminio o speciali polimeri, di comportarsi come una pietra litografica quando bagnati, permettendo quindi la permanenza dei pigmenti d'inchiostro solo sulle parti trattate con composti ai lipidi.
La stampa offset √® un metodo di stampa indiretto, in quanto la lastra litografica non imprime direttamente l'inchiostro sulla carta, ma bens√¨ lo passa ad un rullo di caucci√Ļ speciale, che lo stender√† sulla superficie da stampare.

Una stampante offset, quasi sempre di grandi dimensioni, stampa con la mescolanza sottrattiva e quindi ha bisogno di almeno quattro lastre e quattro rulli in gomma, uno per ogni colore della sintesi CMYK (esistono in commercio anche stampanti offset in esacromia).
Le moderne stampanti offset a pieno regime, possono inchiostrare a grande velocità un alto numero di fogli al minuto, con il vantaggio di vedere i costi di stampa diminuire all'aumentare della tiratura.
Sono quindi particolarmente adatte all'editoria e, in generale, in caso di grande produzione di materiale stampato.
La stampa offset è il metodo di stampa che garantisce la massima qualità dell'immagine finale, ovviamente in relazione alla bontà della sorgente grafica, alla qualità della carta usata e della miscela degli inchiostri.

21. Cos'è la stampa digitale?

La stampa digitale √® un metodo di stampa che non si basa sul processo litografico, ma che √® attuato per mezzo di comuni toner al laser oppure (pi√Ļ raramente) a getto d'inchiostro.
La stampa è effettuata direttamente dal file digitale, e la stampante non necessita di registrazione e né di pellicole e lastre.
Ne consegue una stampa estremamente veloce e a prezzi molto pi√Ļ contenuti di quella offset, ma con lo svantaggio di una qualit√† di stampa inferiore.

22. Cos'è la progettazione CAD?

La progettazione CAD (Computer-Aided Design, ossia progettazione assistita dal calcolatore) è un tipo di disegno totalmente elettronico, vettoriale, usato da progettisti, grafici, ingegneri ed architetti per sviluppare modelli di oggetti e costrutti, sia in grafica a due dimensioni che a tre dimensioni.
Dagli anni '80 del 1900, il disegno CAD ha pian piano sostituito il disegno tecnico manuale, e con l'abbassarsi dei costi dei software, unitamente all'aumento di potenza di calcolo dei PC, la progettazione elettronica è divenuta accessibile per ogni professionista.

Datosi che è un ambiente vettoriale, qualsiasi software di disegno CAD permette non solo di costruire figure geometriche semplici o complesse, ma anche di progettare una struttura a livelli (layer), di aggiungere, creare e richiamare con semplicità simboli ed istanze in grandi librerie (anche condivise), di modificare ed assegnare con semplicità gruppi ad oggetti.
La totalità dei progetti meccanici, edilizi, strutturali o di design prodotti al giorno d'oggi sono interamente sviluppati con software CAD.

23. Cos'è un plotter?

Un plotter da stampa è una periferica stampante utilizzata per riprodurre stampe di file digitali di grandi dimensioni.
Solitamente, il plotter è usato in combinazione con un software CAD per produrre stampe di progetti architettonici, edilizi, meccanici, idraulici e di qualsiasi altra natura grafica.
A differenza di altre stampanti digitali, il plotter ha una larghezza massima di stampa ma una lunghezza virtualmente infinita: viene caricato infatti con grosse bobine di carta lunghe svariati metri, e larghe 914 mm o pi√Ļ.
L'evoluzione della tecnologia ha permesso di costruire plotter a colori in quadricromia ed esacromia capaci anche di provvedere al ritaglio del foglio.
Quasi tutti i plotter moderni inoltre consentono di stampare non solo su carta, ma anche su tela, PVC e persino vinile.

24. Cos'è la cianografia?

La cianografia è una tecnica di stampa monocromatica, dalla caratteristica tonalità "Blu di Prussia".
√ą un procedimento fotografico molto antico, tra i primi ad essere sviluppato, ed √® conosciuto anche come cianotipia o blueprint.
Attualmente, la cianografia è usata in fase di prestampa per produrre bozze di bassa qualità che servono a controllare le impostazioni delle pagine che dovranno essere stampate in offset.
La cianotipia non può essere usata come prova colore e neppure per controllare la qualità finale della stampa, ma serve unicamente ad accertarsi che misure e colonne siano correttamente impostate ed impaginate (o che vi sia qualsiasi altro genere d'errore o refuso) prima della stampa vera e propria.

25. Cos'è l'impaginazione elettronica?

L'impaginazione elettronica (conosciuta anche con l'acronimo DTP, dal termine inglese Desktop Publishing) è tutto l'insieme delle procedure tecniche e creative adatte a comporre la struttura di un documento, compresi i suoi contenuti.
Libri, riviste, giornali, depliant e brochure, ma anche cartelloni, volantini, biglietti da visita e, in generale, qualsiasi documento che contenga testo e/o immagini può essere oggetto di impaginazione elettronica.
Il DTP è eseguito grazie all'utilizzo di software appositi, e la figura professionale che è specializzata nel curare tutto il processo produttivo è il grafico impaginatore.

26. Cos'è la color correction?

La color correction, o correzione del colore, è una pratica della grafica digitale che serve a modificare la tonalità e temperatura di un'immagine, sia statica che in movimento.
√ą un espediente necessario sia nell'editing video e sia nella grafica statica, utile per apportare le dovute correzioni al prodotto prima della sua distribuzione finale nel mercato.
Nella grafica a stampa su carta, per ottenere i migliori risultati la color correction deve necessariamente essere accompagnata dalla prova colore.

27. Cos'è la fustella?

La fustella è uno speciale attrezzo che permette un taglio netto e preciso di un foglio di carta, cartone, cartoncino, plastica ed altro materiale tenero.
Viene massicciamente impiegata in tpografia o cartotecnica per ritagliare materiale sagomato con forma non rettangolare: in questo è modo è possibile scontornare testo, disegni e qualsiasi altro tipo di materiale grafico, a seconda delle esigenze di progettazione e d'uso.
Le fustelle possono essere prodotte sagomando una lama manualmente o, molto pi√Ļ frequentemente, in maniera automatizzata grazie all'uso di disegni e piegatrici meccaniche CAD.

28. Quali sono i formati di stampa su carta pi√Ļ comuni?

Nel corso dei secoli, l'industria dell'editoria e della grafica stampata ha prodotto un'enorme quantità di formati standard, alcuni internazionali, altri localizzati nel paese d'utilizzo.
Quelli pi√Ļ comuni ed utilizzati nel mondo sono:

  • Standard internazionale ISO 216
    √ą il formato pi√Ļ utilizzato al mondo, e ha di base la costante di Pitagora, ovverosia la radice quadrata di 2 (approssimativamente 1:1.4142).
    Il foglio di base, da cui poi si ricavano tutti gli altri, è chiamato A0 ed è una superficie di 1mq.
    I formati pi√Ļ piccoli si ottengono tagliando a met√† la carta sul lato pi√Ļ lungo, fino a dieci volte.
    Il formato pi√Ļ utilizzato √® l'A4, che equivale a 210 √ó 297mm.
    Accanto alla serie A esistono le meno utilizzate serie B e C;
  • Formati comuni statunitensi
    Negli Stati Uniti d'America ed in Canada allo standard ISO 216 e al comune formato A vengono preferiti i cosidetti 'formati comuni': "Lettera", "legale", "ledger" e "tabloid".
    A parte Stati Uniti, Canada, Cile e pochissimi altri paesi al mondo, ai formati comuni sono preferiti i formati ISO 216;
  • Formati di stampa dei giornali
    Le testate giornalistiche hanno i loro formati differti sia dall'ISO 216 che dai formati comuni.
    Ne esistono di svariati tipi: lenzuolo, berlinese, compact e tabloid.
    Il formato lenzuolo, come il nome lascia intuire, √® quello pi√Ļ grande di tutti: 55-56 cm di media della lunghezza delle pagine verticali, in qualche caso anche di pi√Ļ.
    In Italia sono pochi i giornali che ancora usano il lezuolo come formato: "Il Mattino" di Napoli, "Il Sole 24 Ore" di Milano, "Il Messaggero" di Roma e pochi altri.
    In un formato lenzuolo possono stare fino a nove colonne.
    Il formato pi√Ļ piccolo √® il tabloid (279,4 √ó 431,8 mm), divenuto famoso anche perch√© il preferito dai periodici scandalistici e dai giornali gratuiti;
  • Formati editoriali per libri
    Nel corso della loro storia millenaria, i manoscritti ed i libri hanno visto una grande quantità di formati di pubblicazione.
    Nei libri antichi, il formato era ottenuto dal numero di piegature totali per ottenere un fascicolo, mentre per i libri moderni esistono differenti formati standardizzati secondo l'altezza del frontespizio.
    I nomi tradizionali dei formati ricavati per piegatura sono: in folio, in quarto, in ottavo, in dodicesimo, in sedicesimo

29. Cos'è un font?

Il font (dal francese fonte, ossia fuso) è il tipo di carattere del testo.
Ne esistono infinite varietà, sia in caratteri latini che non, ma tutti i font contengono gli elementi base per comporre parole e paragrafi: glifi, lettere, numeri e punteggiatura.
Nell'accezione pi√Ļ ampia del termine, il font non √® altro che il design del carattere.

Prima dell'avvento dell'era digitale, i font erano prodotti meccanicamente, in leghe di metallo per mezzo della fusione (da qui il nome originale francese), rigorosamente in caratteri mobili.
Con l'informatizzazione dell'editoria cominciata negli anni '70 del 1900, i font vennero digitalizzati.
Attualmente esistono differenti formati elettronici per qualsiasi tipo di font: TrueType (TTF), PostScript e OpenType (OTF).
Qualsiasi Sistema Operativo moderno è capace di interpretare qualsiasi formato elettronico dei font.

30. Quali sono le principali famiglie di font?

Le principali famiglie di font sono:

  1. Bastoni
    Sono i font pi√Ļ semplici: non hanno tratti terminali (grazie) e la loro geometria √® pulita, con curve morbide e precise.
    Sono immediamente leggibili e riconoscibili, e la mancanza di grazie li rende ottimi per l'uso nei titoli, nei testi molto piccoli e compatti e nell'uso a stampa video (come nella televisione), in quanto non risentono particolarmente del fenomeno dello sfarfallio.
    Sono inadatti per grandi blocchi di testo, come ad esempio nell'impaginazione di un giornale o di un libro.
    Un esempio classico di un font a bastoni è il famoso Arial, oppure l'altrettanto famoso Sans-Serif;
  2. Con grazie
    Sono font che hanno piccoli tratti terminali, detti grazie.
    La loro origine millenaria, e la loro creazione si ritiene opera degli scalpellini dell'antica Roma: gli artigiani dell'epoca avevano difficoltà a finire le lettere ad angolo retto, e l'uso delle grazie risolveva questo problema.
    Le grazie, con o senza raccordi, creano l'illusione di includere visivamente il font entro due linee parallele, e questo aiuta molto la lettura; sono pertanto molto usati nell'editoria, sia giornali che libri, per impaginare grosse porzioni di testo.
    Non sono adatti per dimensioni molto piccole e per la stampa a video, in quanto le grazie possono confondere il lettore in caso di sfarfallio.
    Un esempio classico di font con grazie è il famoso Times New Roman;
  3. Egizi (o egiziani)
    Sono font con grazie molto grosse e squadrate, con o senza raccordi.
    L'origine del nome è curiosa: vennero ritrovati sulle casse degli armamenti francesi durante la famosa campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte.
    Le grazie così grosse e squadrate li rendono molto leggibili anche a grande distanza, e sono eccezionali per testi su manifesti e per la stampa (o la cucitura) sui tessuti.
    Un classico esempio di font egizio è il famoso Memphis;
  4. Cancellereschi (od informali)
    Sono font che emulano la scrittura manuale, in particolar modo quella corsiva.
    Ne esistono di svariati tipi e di svariati stili (famoso è lo Zapfino), e hanno il grande vantaggio estetico di essere eleganti e di donare quel tocco caldo della scrittura a mano.
    Non possono essere usati per grandi blocchi di testo, poiché per lunghi tempi affaticano la lettura;
  5. Fantasia (od originali)
    Sono font non convezionali, decisamente particolari in molti casi, dallo stile variegato e i cui glifi possono comprendere oggetti, animali, icone, simboli vari, ecc ecc.
    Non di rado il loro stile ricalca quello di un'epoca o di un particolare settore commerciale o di svago (ad esempio il vecchio Far-West americano, oppure la vita marinara).
    Prodotti in infinite quantità e per davvero tutti i gusti, sono sicuramente stravaganti e d'impatto, ma non possono essere usati per impaginare lunghi blocchi di testo, poiché affaticano quasi sempre la lettura;
  6. PI
    Sono font che emulano i pittogrammi: orologi, simboli musicali, numeri cerchiati, segni zodiacali, telefoni, caselle postali, persino gli smile

31. Cos'è la crenatura?

La crenatura è lo spazio che intercorre tra i singoli caratteri di un generico testo.
In sostanza, è l'avvicinamento delle lettere delle parole.

32. Cos'è l'interlinea?

L'interlinea è lo spazio che intercorre tra due linee di testo.

33. Cos'è la giustezza?

La giustezza è la lunghezza di una linea di testo.

34. Cos'è il paragrafo?

Il paragrafo, i cui simboli classici sono § e ¶, è la suddivisione interna di un capitolo o di un blocco di testo.
La suddivisione dei testi per paragrafi ha motivazioni razionali: per facilitare la lettura, è necessario per dividere un testo lungo secondo schemi logici o di concetto, oppure per semplice comodità d'elenco.
Ogni paragrafo è sempre preceduto da un titolo, ed è indicato (in tipografia ed editoria) con un numero arabo, al contrario del capitolo che invece è indicato con un numero romano.
Digitalmente, nel linguaggio HTML, il paragrafo è sempre indicato con il suo tag specifico <p>...</p>, ed è sempre preceduto da un titolo.

35. Quali sono le modalità d'allineamento del testo?

Un blocco di testo può essere disposto nella colonna o nelle colonne della pagina secondo varie modalità d'allineamento, standardizzate nel corso dei secoli:

  • Testo con bandiera a sinistra
    La giustezza del testo è disposta con allineamento a sinistra.
    Tutti gli a capo comincerano quindi allineati su una linea immaginaria verticale posta sulla parte sinistra della colonna del testo;
  • Testo con bandiera a destra
    La giustezza del testo è disposta con allineamento a destra.
    Tutti gli a capo comincerano quindi allineati su una linea immaginaria verticale posta sulla parte destra della colonna del testo;
  • Testo ad epigrafe (o centrato)
    La giustezza del testo è disposta con allineamento centrale.
    Tutti gli a capo comincerano quindi allineati su una linea immaginaria verticale posta sulla parte centrale della colonna del testo;
  • Testo giustificato (o a blocchetto)
    La giustezza del testo è disposta con allineamento su entrambi i lati.
    Tutti gli a capo comincerano quindi allineati su una linea immaginaria verticale posta sulla parte sinistra della colonna del testo, ma la giustezza verrà modificata affinché ogni riga finisca esattamente allineata alla parte destra della colonna del testo;
  • Testo sagomato
    La giustezza del testo segue la sagoma di un contorno stabilito: un'immagine, una foto, un disegno;
  • Testo su tracciato
    Variante del testo sagomato, la giustezza segue la linea di un tracciato immaginario;
  • Testo in verticale
    La giustezza non √® pi√Ļ disposta orizzontalmente, bens√¨ verticalmente, dall'alto verso il basso

36. Cos'è il visual?

Il visual è la parte visiva di un messaggio pubblicitario.
Può essere una foto, un disegno, un oggetto in movimento o un qualsiasi tipo di elaborato grafico, e la sua funzione è quella di catturare l'attenzione del consumatore, invitandolo a leggere il contenuto del messaggio promozionale.
Le caratteristiche fondamentali del visual sono: semplicità, immediatezza e clamore.
Datosi che il visual ha poco tempo per attirare l'osservatore, deve necessariamente lavorare per preconcetti, per stereotipi o per cliché, ma deve cercare di farlo in maniera nuova ed interessante per il consumatore.

37. Cos'è l'editing video?

L'editing video è il montaggio di un filmato, ovverosia tutte quelle tecniche - sia analogiche che digitali - che permettono di tagliare e rimontare un video, secondo un certo ordine voluto dal produttore o dal regista.
Durante la scelta dei fotogrammi è possibile inserire anche effetti speciali e tracce sonore.
Il risultato del montaggio video è il video montato, ossia pronto per essere distribuito e visionato.
Il montaggio video si divide essenzialmente in due categorie:

  • Montaggio video lineare;
  • Montaggio video non lineare

Il montaggio video lineare è un procedimento analogico: le parti della pellicola vengono montate assieme in maniera diretta, tagliando ed incollando le sequenze fino ad ottenere il film voluto.
√ą considerato un montaggio lineare anche l'editing eseguito grazie ad un videoregistratore.

Il montaggio video non lineare viene realizzato esclusivamente in digitale, via software: attraverso specifici programmi, √® possibile costruire una timeline prendendo parti di uno o pi√Ļ filmati, ricomponendo quindi un unico film secondo il taglio voluto dal regista.
Dagli anni '80 in poi, l'editing video non lineare ha assunto sempre pi√Ļ importanza, sino a divenire obbligatorio per tutte le produzioni verso la met√† degli anni '90.

38. Cos'è l'antialiasing?

L'anti-aliasing è una tecnica digitale che serve a ridurre la scalettatura (aliasing) di un'immagine a bassa risoluzione quando la stessa è proiettata ad alta risoluzione.
Un filtro antialiasing smussa ed ammorbidisce gli spigoli ed i bordi dell'oggetto grafico, migliorando quindi la qualit√† dell'immagine e rendendola pi√Ļ realistica.
Esistono vari tipi di filtri antialiasing, e gran parte di essi intervengono sul campionamento del colore dei pixel dei bordi degli oggetti.

39. Di che colore è la luce del sole?

Se instintivamente a questa domanda rispondi: gialla! Beh... Hai sbagliato!
La luce del sole è bianca, poiché è la sintesi additiva dei tre colori primari dell'iride.

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