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Pericolo tossico! Leggi con estrema attenzione! ATTENZIONE Pericolo tossico! Leggi con estrema attenzione!
Questa pagina informativa tratta di argomenti medici e farmaceutici.
Non è stata scritta da un medico, non pretende di essere
letteratura scientifica e non deve essere intesa come trattato o parere medico.
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate ovvero incomplete.
Le informazioni presenti in questa pagina sono da intendersi al solo scopo divulgativo ed illustrativo, e dovrebbero sempre essere confutate o meno dal parere di un medico.
Se leggendo questa pagina ti vengono dubbi o hai bisogno di chiarimenti, ricordati di consultare sempre un medico prima d'intraprendere qualsiasi iniziativa personale.

Ogni anno quasi venti milioni di persone, in tutto il mondo, muoiono per patologie cardiache.
Oltre ai decessi, vanno necessariamente contati anche gli invalidi permanenti causati dagli infarti, dai trombi e dai colpi apoplettici: altre decine di milioni.
Secondo l'Istituto Superiore della Sanità, nella sola Italia il 44% di tutti i decessi annui sono da attribuire a patologie cardiovascolari, in particolare alla cardiopatia ischemica (circa il 28% di tutte le morti).
Subito dopo le malattie cardiovascolari, arrivano le neoplasie ai polmoni, alla gola e alla cavità orale: il tumore ai polmoni è una delle prime cause assolute di morte di tutti i paesi industrializzati, e da solo viene diagnosticato nell'11% circa di tutte le nuove diagnosi tumorali.
Con le statistiche attuali, un uomo su dieci rischia di morire di tumore ai polmoni, e le cifre globali della neoplasia fanno spavento: 1,35 milioni di nuovi casi all'anno e 1,18 milioni di morti in tutto il mondo.

Nella sola Europa, al 2006 il tumore al polmone rappresentava la prima causa di morte per cancro.
Il tasso di mortalità dopo una diagnosi di tumore ai polmoni è altissimo: si attesta mediamente sul 50%, rendendolo di fatto una delle neoplasie più difficili da trattare e guarire.
Cos'hanno in comune infarti, ictus e tumori ai polmoni?
Semplicemente, uno dei maggiori fattori che li causano: il fumo.
Già, quel vizio del tabagismo che da secoli appesta la società umana, e che è causa di una quantità impressionante di patologie.

Questa pagina non è scritta per convincerti a smettere di fumare, perché di quello devi esserne convito tu prima di tutti gli altri; questa pagina vuole solo farti vedere perché stai facendo la cosa giusta, scegliendo di smettere di fumare ORA.
Questa pagina contiene inoltre immagini forti, che potrebbero urtare la tua sensibilità.
Probabilmente già sai i danni orribili che il fumo causa e sei preparato a vedere immagini abbastanza scioccanti, ma è bene che tu sappia che qui di seguito ne troverai qualcuna.

Per il tuo bene e per quello di chi ti sta attorno, leggi tutto fino in fondo e poi, se vuoi, trai le tue conclusioni, magari consultandoti con il tuo medico.
Non avere paura: smettere di fumare non è così difficile come in molti ti dicono.
Voglio aiutarti, perché anch'io sono stato un tabagista, e ne sono uscito fuori tanti anni fa.
Credimi, se ce l'ho fatta io, che ero davvero un fumatore incallito, puoi farcela sicuramente anche tu.
Spero che questa pagina te ne possa far rendere conto.

Buona lettura!

Con le statistiche attuali, un uomo su dieci rischia di morire di tumore ai polmoni, e le cifre globali della neoplasia fanno spavento: 1,35 milioni di nuovi casi all'anno e 1,18 milioni di morti in tutto il mondo.

Cos'è il tabagismo e da dove deriva

Cos'è il tabagismo e da dove deriva

Per tabagismo s'intende l'abitudine di inalare i fumi dei combusti delle foglie essiccate della pianta del tabacco, con conseguente dipendenza ed intossicazione cronica.
È una pratica abbastanza antica, conosciuta già ai nativi americani sia del nord che del sudamerica, che venne esportata poi in tutto il mondo dopo l'arrivo degli europei e dell'inizio dei rapporti commerciali con il neo-scoperto continente.
Lo stesso Cristoforo Colombo, appena sbarcato nel Nuovo Mondo, annotò con cura quella strana usanza da parte degli indigeni di inalare direttamente con le narici il fumo prodotto dalla combustione delle foglie tritate di tabacco (tabacà) infilate dentro delle altre foglie arrotolate di mais (cicàr).
Anche i Maya consumavano tabacco, sia fumandolo che masticandolo.
L'isola caraibica di Tobago deve il proprio nome proprio al grande navigatore genovese, che così la chiamò per le rigogliose piantagioni di tabacco che sopra vi crescevano.

A partire dal 1500 la pianta del tabacco fu cominciata ad essere esportata, dapprima con funzioni prettamente ornamentali: l'abitudine del suo consumo in foglie seccate si diffuse prima tra i marinai spagnoli ed inglesi, e alla fine del secolo la moda del fumo s'era già espansa in tutta Europa.
Anche all'abbastanza rudimentale medicina di allora fu subito chiaro che gli effetti del consumo di tabacco erano deleteri per la salute: a parte lo sgradevole odore che il combusto lasciava nell'aria, il fumo provocava tosse, irritazione ad occhi e mucose, eccessiva irritabilità, inappetenza ed insonnia.

Non è un caso che molti stati del mondo misero al bando il consumo di tabacco ed a volte anche la coltivazione (come nella Cina del 1600), e la stessa regina Vittoria, sovrana del Regno Unito, non lo poteva sopportare, tanto da bandirne il consumo in tutto Buckingham Palace.
Persino nella Germania nazista di Hitler, le cui informazioni somministrate alla popolazione tutto potevano definirsi tranne che liberali, ci si rese conto degli altissimi costi pubblici per curare le patologie portate del tabagismo, tanto che si definì il fumo il primo nemico dello Stato e intraprese una ferrea campagna mediatica per sensibilizzare la gente sugli effetti nefasti dell'inalare i fumi del tabacco.

Da quanto sappiamo che il tabacco uccide?

Le prime ricerche svolte con metodo scientifico e ampi studi a campione sui danni del fumo sugli esseri umani furono sviluppate negli Stati Uniti dal biologo Raymond Pearl sul finire degli anni '30 del 1900: tali ricerche sono considerate molto importanti per la scienza medica, perché dimostrano per la prima volta e senza possibilità di smentita che il fumo del tabacco è tossico e cancerogeno per gli esseri umani, e c'è una strettissima correlazione tra esso ed un'ampia serie di patologie, di cui il tumore ai polmoni è solo una delle tante.

Sul finire degli anni '50 del 1900, ossia al massimo della diffusione del tabagismo nei paesi industrializzati, si cominciò ad annotare l'aumento esponenziale dei casi di tumore ai polmoni, originariamente abbastanza raro nella popolazione.
Sul finire degli anni '60 tutte le ricerche scientifiche sul consumo di tabacco e le relazioni mediche della letteratura scientifica internazione avevano definitivamente confermato la tossicità dei combusti di sigarette, sigari e pipe.

Nel corso degli anni è stata prodotta una quantità enorme di materiale scientifico con ricerche ed analisi sempre più mirate, che hanno confermato come nei combusti del tabacco siano presenti oltre 4.000 sostanze tossiche (a vari livelli), molte delle quali capaci d'innescare una mutazione cellulare tumorale negli organismi viventi.
Oggigiorno non è quindi possibile non sapere che il fumo è dannoso ed uccide.

Perché si consuma il tabacco

Perché si consuma il tabacco

Essenzialmente, il tabagismo è dovuto alla nicotina, un composto organico alcaloide tossico, presente in alta concentrazione (anche fino al 5% del peso secco) nelle foglie della pianta del tabacco.
In quantità molto minori, la nicotina è presente anche nel pomodoro, la patata, la melanzana e pure nel peperone.
L'alcaloide è stato isolato per la prima volta nel 1807 dal medico cremonese Gaspare Cerioli, dopo aver casualmente separato l'olio essenziale del tabacco, del quale stava studiando le proprietà mediche.
La pianta del tabacco effettua la sintesi della nicotina direttamente nelle sue radici, per poi passare l'alcaloide nelle foglie, dove si concentra.

La nicotina è una sostanza stupefacente, quindi è uno psicoattivo: assunta in piccole dosi provoca il rilascio di dopamina assieme ad altre sostanze secondarie, e questo provoca un senso di euforia ed eccitazione nel consumatore della droga.
Assunta anche solo poche volte, provoca immediatamente forte dipendenza, più o meno della stessa entità di quella causata da cocaina ed eroina.
Sebbene la quantità di nicotina ingerita mediante il fumo sia scarsa (la maggiorparte viene bruciata durante la combustione) è sufficiente a creare tale dipendenza.

La dipendenza da nicotina è sia psichica che fisica, e si manifesta solitamente dopo 48/72 ore dall'ultima dose assunta.
I sintomi dell'astinenza sono comuni a quelli delle altre droghe: nervosismo, irritabilità, mal di testa, mal di stomaco, depressione e talvolta anche stipsi.
Fortunatamente, passato il picco i sintomi cominciano a scemare, e solitamente il corpo riesce a disintossicarsi dalla sostanza nell'arco di sole tre settimane.
Un consumo costante di nicotina mantiene elevati i livelli di produzione della dopamina, al quale il corpo si abitua: questo fatto è la vera causa della dipendenza dalla sigaretta.

Il tabacco è una droga?

Non è una sigaretta, è una droga

La nicotina è classificata come sostanza psicotropa, specificatamente psicoanalettica.
La dipendenza che causa nel corpo umano è più alta dell'alcool, dei barbiturici, delle anfetamine, dei cannabinoidi, dell'LSD ed è di poco inferiore alla cocaina.
La nicotina attraversa rapidamente la barriera emato-encefalica e penetra nel sistema nervoso, dove viene assorbita da neuro-recettori dell'acetilcolina, viene metabolizzata e viene prodotto come scarto la cotinina.
La nicotina rimane nel sangue per circa 48 ore, ed il suo livello è direttamente proporzionale al consumo di tabacco: può essere quindi un valido indicatore per misurare con una certa precisione l'esposizione al fumo, anche quello passivo.

La nicotina agisce inoltre sulle fibre pre-sinaptiche dei neuroni dopaminergici, facendo quindi aumentare il livello di dopamina rilasciata dal corpo: ciò genera una sensazione di benessere e piacere, che è inizialmente ciò che fa diventare dipendente il neo-fumatore.
A poco a poco, però, il continuo consumo di tabacco causa assuefazione e tolleranza alla maggiore produzione di dopamine: il fumatore non proverà quindi più benessere nel fumare ma sarà costretto a farlo per non stare male, cioè per non privare il proprio corpo di certi livelli (alti) di dopamine a cui s'è abituato.

La dipendenza da nicotina è indissolubilmente legata alla dipendenza delle dopamine: ecco perché può essere inizialmente complicato disintossicare un tabagista.

Il fumo assume quindi tutti gli aspetti di una tossicodipendenza, e studi approfonditi hanno stabilito che tale condizione patologica è paragonabile - se non superiore - a quella della dipendenza cronica da cocaina od eroina.
In aggiunta al rilascio aumentato di dopamine, l'assunzione di nicotina ha anche un altro curioso effetto collaterale: aumenta di circa il 15% la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco, oltreché aumenta di molto la peristalsi gastrointestinale.
Da ciò si può evincere come molti tabagisti dopo mangiato sentano l'urgenza di fumare, oltreché subito dopo provvedere alle funzioni fisiologiche.

Ultimo ma non ultimo, la nicotina è un potente vasocostrittore, quindi causa una considerevole diminuzione del lume dei vasi sanguigni dove scorre il sangue.
La dipendenza da nicotina è indissolubilmente legata alla dipendenza delle dopamine: ecco perché può essere inizialmente complicato disintossicare un tabagista.
Attenzione, però: complicato non vuol dire impossibile.
La dipendenza da cocaina si può superare, e ci si può sempre disintossicare in qualsiasi momento, a prescindere dagli anni passati a fumare.

Come si assume il tabacco

Come si assume il tabacco

La via principale attraverso la quale l'essere umano assume nicotina è l'inalazione dei fumi della combustione delle foglie di tabacco essiccate.
Ci sono varie modalità di consumo:

  • Sigaretta
    Le foglie di tabacco essiccato sono finemente tritate e compresse dentro un cilindro di carta molto sottile di lunghezza e diametro variabile - le misure standard sono 120mm x 5mm di diametro.
    Il rotolino di carta carica di tabacco può essere così bruciato da un'estremità ed i fumi uscenti dall'altra possono essere aspirati attraverso il canale orale.
    All'estremità che è a contatto diretto con le labbra può essere applicato un filtro, così come può essere utilizzato un bocchino;
  • Sigaro
    Le foglie di tabacco, secche e fermentate, sono strettamente arrotolate fino a formare un cilindro compatto, dal diametro e dalla lunghezza variabili a seconda del modello e della marca produttrice.
    Come la sigaretta, viene acceso da un'estremità, ed i fumi della combustione sono aspirati dall'altra;
  • Pipa
    È un utensile da fumo composto da tre parti distinte, unite tra di loro nel formare un oggetto coevo.
    È formata da un fornello, ossia un contenitore cavo e bucato - spesso in legno pregiato - dove va compresso il tabacco tritato, unito ad un cannello (anch'esso forato nel senso longitudinale) che si giunta a sua volta ad un bocchino, che il fumatore utilizzerà per aspirare il prodotto della combustione del tabacco;
  • Narghilè
    Oggetto concettualmente simile alla pipa, chiamato a volte infatti anche pipa ad acqua.
    Al contrario della pipa, nel narghilé il fumo non passa direttamente dal fornello al cannello, ma è raccolto in una spirale e fatto convogliare in un contenitore contenente acqua (a volte aromatizzata), raffreddato e solo poi mandato al bocchino, per mezzo di un lungo cannello spesso flessibile.
    La miscela di tabacco può essere anch'essa aromatizzata.
    È molto popolare nel paesi della penisola araba, dell'Eurasia ed anche in India.

Oltre che per inalazione dei fumi dei combusti, il tabacco può essere consumato anche per masticazione, oppure anche per inalazione diretta nelle narici.
Sebbene tutti i metodi siano tossici a prescindere perché contenenti nicotina, i danni maggiori per il corpo umano si hanno con l'inalazione dei fumi della combustione.
Ed ora andremo a vedere il perché.

I danni del fumo: infiammazioni croniche e neoplasie

I danni del fumo: infiammazioni croniche e neoplasie

All'accensione di una sigaretta, di un sigaro o di una pipa, si sviluppano immediatamente oltre 4.000 sostanze, molte delle quali tossiche.
Sono state accertate 69 sostanze cancerogene, quindi principali indiziate per dare il via alla carcirogenesi che trasforma le cellule del corpo sane in cellule tumorali.
Al contrario di quello che ancora comunemente si pensa, queste sostanze non sono riconducibili alla nicotina (che rimane comunque tossica a prescindere), ma sono direttamente prodotte dalla combustione delle foglie di tabacco: la loro presenza è quindi intrinseca e non eliminabile, né tantomeno filtrabile con sufficiente copertura.
Tra le tante sostanze responsabili dei tumori ci sono (solo a titolo esemplificativo) gli idrocarburi policiclici aromatici - tra cui il benzopirene, l'acroleina, anche il polonio-210 (un isotopo radiattivo altamente tossico).

I polmoni sani di un non fumatore (a sinistra) contro i polmoni pesantemente danneggiati di un fumatore (a destra)
I polmoni sani di un non fumatore (a sinistra) contro i polmoni pesantemente danneggiati di un fumatore (a destra)

Tutte queste sostanze possono essere responsabili di una grandissima quantità di neoplasie, oltreché di svariate altre patologie (spesso, non meno devastanti per il corpo umano rispetto ad un tumore).
Oltre alle sostanze cancerogene, nel fumo sono presenti tante altre sostanze tossiche o comunque irritanti come: acido cianidrico, acetaldeide, formaldeide e persino ammoniaca.
Tali sostanze irritano le mucose orali, le nari, i canali auditivi delle orecchie, i bronchi e gli alveoli polmonari: sotto l'effetto costante di agenti irritanti, le mucose si gonfiano e s'infiammano, le vibrisse del naso si accorciano ed assottigliano (a volte, si bruciano del tutto), le ciglia dell'epitelio respiratorio muoiono o comunque riducono fortemente la loro attività.

Lo stato dei polmoni di un fumatore di lunga data
Lo stato dei polmoni di un fumatore di lunga data

La broncopneumopatia cronica ostruttiva

Tutto ciò causa uno stato di perenne infiammazione, che a lungo andare dà vita alla cosidetta 'tosse del fumatore', nome volgare con cui è conosciuta la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
Tale patologia, cronica ed irreversibile, riduce sensibilmente la capacità polmonare ed ostruisce le vie respiratorie; si presenta lentamente, ed i primi sintomi (tosse, eccesso di muco, difficoltà di respirazione) cominciano a palesarsi quando è purtroppo già troppo tardi e la malattia è già in stato avanzato.
I polmoni sono altresì continuamente stimolati dall'accumulo di neutrofili e macrofagi, e la mancanza dell'azione essenziale delle cellule cigliari rende ancora più complicata l'espulsione corretta del muco.

Le neoplasie causate dal consumo di tabacco

A livello neoplastico, il fumo è uno dei principali responsabili del tumore al polmone, del tumore al cavo orale, del tumore ai bronchi e del tumore alla vescica.

A livello neoplastico, il fumo è uno dei principali responsabili del tumore al polmone, del tumore al cavo orale, del tumore ai bronchi e del tumore alla vescica.

Principalmente, il fumo di sigaretta contiene sostanze cancerogene ad azione diretta e ad azione indiretta.
Le sostanze cancerogene ad azione diretta, come i policiclici aromatici (tra cui il benzopirene) provocano danni immediati a livello polmonare: la loro incidenza sulla formazione di nuove cellule tumorali è accertata clinicamente da decenni, e sono in grado di far mutare direttamente il DNA presente nelle cellule polmonari.
Le sostanze cancerogene ad azione indiretta sono principalmente formate da aldeidi e polifenoli (contenuti nella carta delle sigarette); non modificano direttamente e violentemente il DNA cellulare ma provocano lente modificazioni, che possono portare poi a future neoplasie.

Sebbene il tumore al polmone sia una patologia complessa causata da una degenerazione (mutazione) genetica e che possa dunque originare anche per cause non necessariamente correlazionate al consumo di tabacco, è stato scientificamente provato che oltre l'80% dei casi di tumore al polmone sono causati proprio dal fumo di sigarette, sigari e pipe.
Un dato agghiacciante, considerato che gran parte di queste neoplasie potrebbe essere evitato semplicemente smettendo di fumare.
Ma i polmoni non sono il solo organo che può sviluppare tumori grazie all'azione incessante del fumo: anche i bronchi, la bocca e la gola sono parti del corpo che, a diretto contatto con le sostanze cancerogene dei combusti del tabacco, possono mutare nella patologia tumorale.

La correlazione del rischio di tumore ai polmoni

La correlazione del rischio di tumore ai polmoni
Fotografica macroscopica di un filtro di sigaretta sezionato dopo essere stato consumato

Tutti i fumatori, a prescindere dal loro accanimento nel tabagismo, sono esposti ad un rischio d'insorgenza dei tumori di molto superiore a quello che corre un non fumatore.
Messo per inciso questo, tale rischio può aumentare sensibilmente a seconda di:

  • Quantità di fumo inalato
    C'è una correlazione specifica tra rischio tumorale e quantità di fumo respirato, e tale correlazione è di tipologia direttamente proporzionale.
    Più fumo si inala, e più aumenta il rischio di un tumore ai polmoni.
    I polmoni, come molte altre parti del corpo umano, possono rigenerarsi entro certi limiti; superati tali limiti, il danneggiamento diventa insostenibile, ed i rischi aumentano esponenzialmente;
  • Durata della dipendenza dal tabacco
    Anche in questo caso, la durata totale del periodo tabagista è direttamente proporzionale al rischio di contrarre neoplasie;
  • Età in cui s'inizia a fumare
    L'età in cui s'inizia la dipendenza dal fumo ed il rischio di tumori sono grandezze inversamente proporzionali: più si è vecchi e più i rischi di una neoplasia aumentano;
  • Modalità d'assunzione del tabacco
    L'eventuale presenza di filtri (ad acqua o solidi) permette il passaggio di meno sostanze tossiche e cancerogene.
    Non le elimina completamente, però.

A questi fattori, va aggiunto anche il pericolo del fumo indiretto (cosiddetto 'fumo passivo'): è un problema di una certa importanza, poiché coinvolge idealmente una grande quantità di persone - molte delle quali non fumatrici - che si trovano con un fisico del tutto impreparato a combattere le sostanze tossiche e cancerogene che vengono forzate ad inalare.

I danni del fumo: la vasocostrizione e le patologie cardiovascolari

I danni del fumo: la vasocostrizione e le patologie cardiovascolari

Come detto poco più in alto, la nicotina è un potente vasocostrittore: in pratica, restringe il diametro di vene, arterie, capillari ed in generale di tutti i vasi sanguigni.
Questo fatto, già di per sé grave e deleterio per il corpo umano, è ulteriormente aggravato dalla presenza di monossido di carbonio che si sviluppa durante la combustione del tabacco.
Tale molecola si lega all'emoglobina del sangue umano, riducendo il tal modo l'ossigenazione del corpo.

Ossigenazione ridotta e vasi sanguigni ristretti, com'è subito ovvio pensare, provocano gravi scompensi all'apparato cardiocircolatorio: aumentano a dismisura le probabilità di trombi, di attacchi apoplettici, di ictus e d'infarto.
Tali patologie sono la prima causa di morte nei paesi industrializzati (tra cui l'Italia), ed il fumo di tabacco gioca un ruolo primario nella faccenda.
Il fumo è anche uno dei principali responsabili della disfunzione erettile negli uomini: l'incidenza di tale patologia è dell'85% più elevata negli uomini tabagisti rispetto ai non fumatori.

I danni al sistema immunitario causati dal fumo

I danni al sistema immunitario causati dal fumo

Le oltre 4.000 sostanze sviluppate durante la combustione del tabacco non causano 'solamente' tumori, ictus, infarti, impotenza e bronchiti croniche, ma provocano danni estesi a tutto l'organismo.
Il sistema immunitario, ossia quella complessa struttura di agenti chimici, molecole e cellule che protegge il nostro corpo da qualsiasi agente patogeno esterno, risente in maniera decisa del consumo del tabacco per mezzo dell'inalazione del fumo.
In particolar modo, il fumo incide fortemente sul numero totale di linfociti T, ossia gli anticorpi essenziali a tutto il sistema di difesa interno del nostro corpo.

A livello locale nei polmoni, il fumo rallenta o inibisce fortemente l'attività dei macrofagi alveolari, i veri e propri 'spazzini dei polmoni', che diminuiscono di qualità ed efficacia d'azione, aumentando però in quantità (per sopperire).
Tale aumento smodato dei macrofagi causa la produzione eccessiva di enzimi lisosomiali, che danneggia pesantemente i tessuti polmonari e, a parte la malattia polmonare cronica ostruttiva, è causa di frequenti infezioni più o meno gravi: dalla bronchite alla polmonite, fino all'enfisema.

Secondo uno studio canadese del 2009 della McMaster University, parrebbe inoltre che il fumo sia responsabile di un calo della risposta immunitaria contro alcuni tipi di batteri, tra cui l'Haemophilus influenzae.
Inoltre, nei soggetti fumatori si assiste sovente ad una cronica mancanza di vitamina C, indispensabile al sistema immunitario e purtroppo distrutta dal consumo del tabacco.

Paradontiti e tumori al cavo orale causati dal tabacco

Paradontiti e tumori al cavo orale causati dal tabacco

La bocca, la gola e le narici sono le zone del corpo a diretto contatto con i combusti tossici del tabacco.
È quindi ovvio che tali parti assorbano le sostanze cancerogene e tossiche più di altri organi, specie se si considera la nota permeabilità della mucosa orale.
Il fumo di sigaretta irrita tutto il paradonto, portando le gengive in uno stato d'alterazione costante; in caso di sistema immunitario compromesso o scarsa igene orale, quest'alterazione più tramutarsi in infiammazione (gengivite), che se non trattata per tempo può progredire in paradontite cronica.

Nei casi più gravi, la paradontite evolve in piorrea, ossia la grave consunzione dell'osso alveolare e (se non trattata) la perdita dei denti.
Anche la discromia dentale, ossia la pigmentazione dello smalto dei denti, è riconducibile al fumo e all'azione della nicotina.
Fortunatamente, molte di queste patologie al paradonto sono reversibili una volta smesso di fumare.

Smettere di fumare è possibile, e non è così difficile come pensi

Smettere di fumare è possibile, e non è così difficile come pensi

Se sei arrivato a leggere sino a qui, ti sei fatto sicuramente un'idea ben più che precisa sugli innumerevoli effetti collaterali che causa il consumo di tabacco.
Magari queste cose già le sapevi, magari avresti preferito non saperle, magari mentivi semplicemente a te stesso; quale che sia la verità, sei qui perché hai deciso di smettere di fumare, e questo è quel che conta.
Ti dirò allora una cosa: hai fatto bene ad arrivare a leggere questa pagina, perché la tua decisione ti salverà la salute.

Sono stato un fumatore per circa quindici anni; come molti ragazzini della mia epoca, ho iniziato stupidamente al liceo, semplicemente per farmi 'accettare' nel gruppo degli idioti bulli della scuola, e per dimostrare - ancora più stupidamente - di essere 'uno tosto'.
Le ragazzine di quegli anni, continuando sulla serie delle stupidaggini, fumavano peggio di noi ragazzi, ed erano sboccate e triviali il triplo dei peggiori soggetti dell'istituto: questo fatto spingeva noi ragazzetti a dover dimostrare di essere 'parte del mondo dei grandi', approcciando i primi tentativi d'abbordaggio con la sigaretta in bocca.
Una stupidaggine incredibile, a pensarci bene oggi, con il raziocinio di un adulto.

La prima volta che respirai il fumo di sigaretta quasi mi strozzai, e sicuramente tu che leggi ricordi benissimo la sensazione: soffocamento, irritazione, conati di vomito, tosse e lacrime agli occhi.
Sensazioni che avrai provato anche tu in maniera similare.
Ti sei mai chiesto il perché di tutto questo?
Perché il nostro corpo era stato per la prima volta intossicato, e si ribellava con tutti i meccanismi automatici che poteva utilizzare!
Avremmo dovuto dare retta al nostro fisico, così come gli diamo usualmente retta quando sentiamo i morsi della fame, la sete, il sonno oppure l'andare di corpo.
Quella sigaretta in bocca era puro veleno, e giustamente il fisico tentava di allontanarlo come poteva.
Quel giorno avevo 14 anni, e mi sentii così male che non tentai più neppure solamente di annusare una sigaretta fino ai miei 17 anni.

Credimi, non ci vuole il tanto spesso decantato 'carattere forte' per smettere di fumare: ci vuole solo una forte consapevolezza.

A quasi 18 anni, purtroppo, conobbi una ragazza più grande di me, dalla situazione familiare disastrata e dal carattere ormai completamente compromesso, benché ancora giovanissima: ovviamente, era una fumatrice incallita.
Stando assieme a lei, cominciai a fumare anch'io, ed arrivai a consumare quasi un pacchetto di sigarette da venti al giorno.
Da lì in poi, ho fumato su quei livelli fino ai miei trent'anni, spendendo una quantità assurda di denaro, oltreché di salute.

A fare dei sommari calcoli ora, considerando il cambio di moneta e l'inflazione, oltre che l'aumento considerevole del costo delle sigarette, credo di avere speso sui 20.000 Euro in sole sigarette in circa 12 anni.
Ventimila Euro!
E ti dico che ho fatto i calcoli per difetto, contando un costo per pacchetto assolutamente forfettario, ed applicando un tasso di inflazione basso, al 30%.
20.000 Euro sono una quantità enorme di soldi!
Ci si può comperare una discreta autovettura, una moto di lusso, una vacanza a cinque stelle ai Caraibi oppure tre o quattro computer da gaming pesantemente configurati!
Non ti sembra una cifra assurda, specie considerando che l'ho spesa in... Sigarette?!?

Un giorno, poco dopo aver compiuto i trent'anni, mi ricordo che guardai il pacchetto di sigarette quasi vuoto: ne erano rimaste un paio.
Non so cosa esattamente mi spinse a prendere la decisione di smettere definitivamente: non ci avevo mai provato, e non ci avevo neppure mai pensato.
Ma quel giorno, guardando quel pacchetto, decisi finalmente di smettere di continuare a mentire a me stesso: solo gli stupidi lo fanno, e alla fine lo pagano sempre molto salato.
Mi passò di botto la voglia di continuare a spendere soldi per le sigarette, e smisi immediatamente di fumare.
Stai attento: non ho detto 'provai a smettere', ma proprio 'smisi immediatamente di fumare'.
Così, di colpo.
Semplicemente, non comperai più sigarette.
Ricordo che era un mercoledì e, onestamente, pensavo che sarei arrivato al fine settimana sclerando come un matto in astinenza.
Niente di tutto ciò: non accusai minimamente il colpo.
Non divenni nervoso, non provai dolori fisici, non mi sfasciai la testa al muro a forza di craniate.
Niente, la mia vita proseguì come prima, anzi... Molto meglio!
Ebbi solo un leggerissimo - ma assolutamente sopportabile - mal di testa per circa due giorni, che tenni sotto controllo con un blando analgesico.

Il desiderio di fumare mi accompagnò per circa 24 ore, passate le quali si affievolì gradualmente, senza crearmi né scompensi fisici e né psicologici.
Anzi, mi sembrava che l'attenzione ai dettagli, sul lavoro, fosse enormemente migliorata.
Dopo una settimana anche la voglia di fumare era completamente passata, ed al contempo mi era tornato un sano appetito come non avevo mai avuto, se non da ragazzo.
Le mie abitudini non vennero minimamente modificate, se non in meglio: non aumentai di peso, non cambiai l'apporto giornaliero dei pasti (né in quantità, né in numero), non divenni più irascibile.
Di contro, la capacità respiratoria e l'ossigenazione migliorò enormemente, tanto che ripresi ad andare in cyclette e ricominciai con palestra e ginnastica: dopo aver smesso di fumare, mi ritornò anche la voglia dell'esercizio fisico.
L'eccesso di catarro e di tosse sparì nel giro di qualche settimana, e da allora (influenza e raffreddore a parte) non ho più avuto problemi a gola e bronchi.
Le gengive ritornarono ad un colore rosato ed anche la periodica pulizia odontoiatrica professionale ottenne risultati molto più apprezzabili e duraturi nel tempo.

Insomma, ottenni solo che benefici, e senza spendere un Euro, anzi... Salvandone tantissimi!
Con i soldi risparmiati solamente nel primo anno senza fumare, mi sono quasi ricomprato un motoscooter nuovo.
Credimi, non ci vuole il tanto spesso decantato 'carattere forte' per smettere di fumare: ci vuole solo una forte consapevolezza.
Non starai affatto male, te lo posso garantire: la disintossicazione dalla nicotina ti porterà solo vantaggi, sia a breve che a lungo termine.
Vuoi sapere quali?
Continua a leggere.

Cosa succede quando si smette di fumare

Cosa succede quando si smette di fumare

Smettere di fumare porta immediati benefici, ed è una scelta che può essere fatta in qualsiasi momento, anzi: prima si decide, e meglio è.
Per il tuo corpo, per chi ti sta accanto, per i costi sociali del Servizio Sanitario Nazionale.
I benefici dello smettere di assumere le sostanze tossiche e cancerogene del fumo cominciano già 20 minuti dopo l'ultima assunzione della droga, e si protraggono nel tempo, aumentando sempre di più man mano che i mesi e gli anni passano.

Più si sta senza fumare e più il tuo corpo ha il tempo di rigenerare i danni: questo te lo devi ricordare sempre!
Ecco quello che succede dopo l'ultima boccata del veleno:

  • Dopo circa 20 minuti
    Finisce il sovra-eccitamento del sistema nervoso, e quindi la pressione sanguigna comincia a tornare a valori normali, stabilizzandosi.
    La frequenza cardiaca si normalizza, e le pulsazioni scendono a livelli biologicamente normali;
  • Dopo circa 8 ore
    Il monossido di carbonio nel sangue, portato dai combusti del fumo, comincia a scendere, tornando a livelli accettabili.
    L'ossigenazione continua a migliorare, e la nicotina comincia ad essere eliminata dal corpo: il suo livello nel sangue s'abbassa di circa il 90%;
  • Dopo circa 24 ore
    I livelli di monossido di carbonio nel sangue sono tornati nella norma, l'ossigenazione pure.
    Comincia il periodo peggiore dell'astinenza da nicotina, che è quasi stata tutta smaltita dal corpo: è un momento che può essere difficile, ma che passa molto presto;
  • Dopo circa 48 ore
    Le papille gustative cominciano a rigenerarsi sensibilmente, così come il senso dell'olfatto sembra migliorare.
    Le mucose nasali ed orali cominciano a sgonfiarsi, e questo può portare a respirare meglio, in quanto il naso inzia a decongestionarsi;
  • Dopo circa 72 ore
    La respirazione migliora notevolmente, specie sotto sforzo fisico.
    Ritorna l'appetito, o comunque ci si mette a tavola con molta più voglia di mangiare.
    I sintomi dell'astinenza cominciano a mitigarsi: la fasa acuta è passata, ed il corpo ha quasi smaltito del tutto la nicotina;
  • Dopo circa 14 giorni
    La circolazione sanguigna continua a migliorare, così come l'arrività polmonare.
    Continua il processo di decongestione delle mucose, ed il corpo ha ormai pochissima nicotina ancora da smaltire: il bisogno fisico della sostanza è superato;
  • Dopo circa 9 mesi
    Diminuisce la quantità di muco prodotto specialmente durante il sonno, la gola si sfiamma e la tosse e la tipica irritazione del fumatore sparisce, o comunque comincia sensibilmente a regredire.
    L'energia fisica aumenta e la spossatezza diminuisce.
    Per gli uomini, le erezioni del pene migliorano di consistenza e di durata, e la qualità dei rapporti sessuali migliora sensibilmente;
  • Dopo circa un anno
    Il rischio di malattie cardovascolari (come infarto ed ictus) si riduce del 50%.
    Le arterie ritornano ad essere flessibili ed elastiche come da situazione di norma.
    L'attività polmonare è ormai ripresa spedita, ed i polmoni continuano incessantemente a depurarsi;
  • Dopo circa 5 anni
    Diminuisce il rischio di emorraggia cerebrale di oltre il 40%, mentre il rischio di ictus torna a livelli paragonabili a quelli di chi non ha mai fumato.
    Per le donne, s'abbassa sensibilmente il rischio di ammalarsi di diabete, ed il rischio di infezioni occasionali come bronchiti, polmoniti od anche semplici raffreddori scendono di molto, per via del sistema immunitario di migliore efficacia.
    I polmoni cominciano a ricostruire le cellule cigliate, ed il rischio di ricadere di nuovo nel vizio del fumo comincia statisticamente ad abbassarsi: molti ex fumatori anzi diventano disgustati all'idea di ricominciare, e sopportano malissimo anche solo l'odore del fumo indiretto;
  • Dopo circa 10 anni
    Il rischio di un tumore ai polmoni scende di oltre il 70%, arrivando quasi ad essere equiparabile ai livelli di chi non ha mai fumato.
    Anche il rischio di altre neoplasie alla bocca, alla gola, all'esofago, al rene, al pancreas ed alla vescica scendono sensibilmente;
  • Dopo circa 15 anni
    Il corpo s'è completamente normalizzato, equiparandosi ai livelli di chi non ha mai fumato in vita sua. Il rischio di un tumore al polmone scende del 90%, così come quello per le malattie coronariche si equipara ai livelli di chi non è mai stato fumatore;
  • Dopo circa 20 anni
    Il corpo è completamente libero dalle conseguenze del fumo.
    I polmoni si sono rigenerati del tutto ed ogni rischio di patologia è equiparabile a quello di chi non ha mai fumato.

Allora, hai ancora dubbi?
Questi sono i benefici a brevissimo, a breve e a lungo termine di chi sceglie di smettere di fumare.
No, purtroppo tra i benefici non c'è l'immortalità, e neppure la certezza di non ammalarsi mai più di cancro o di qualche altra patologia.
Ma del resto, solo un idiota pensa di vivere per sempre senza nessun problema.
Di certo però, devi essere proprio un idiota al quadrato se pensi di vivere a lungo e con pochi problemi se continui a fumare.
E tu così stupido non lo sei, quindi hai fatto la scelta giusta.

Smettere di fumare è conveniente

Smettere di fumare è conveniente

Non sono un medico, sono solo un ex fumatore che ha smesso di avvelenarsi molti anni fa, e che ha piacere se può mettere la propria esperienza a disposizione degli altri.
Fumare è male: è male per te, è male per chi ti sta attorno, è male per la società e per l'ordine costituito.
I costi che il tabagismo causa ogni anno sono incalcolabili: non solo di vite umane, centinaia di migliaia, ma anche di gente che non muore, ma rimane gravemente invalida tutta la vita.
Perché non sempre si muore per il consumo di tabacco: a volte, si resta gravemente menomati.
Si può perdere un polmone, la lingua, le corde vocali; si può rimanere tetra o quadraplegici in seguito a trombosi od itcus, oppure si può rimanere gravemente invalidati in seguito ad un attacco di cuore.
Puoi perdere tutti i denti, oppure l'intera vescica, od anche tutto il sacco dello stomaco.
Puoi diventare impotente, con una vasocostrizione così importante che non ci sarà Viagra o Cialis che ti potrà aiutare.
Puoi divenire sterile, e negarti la gioia di essere madre per sempre.
Vuoi davvero rischiare di vivere in simili situazioni per tutto il resto della tua vita?
Per cosa, per un vizio che non ti porta nessun vantaggio, ma che anzi ti costringe a sborsare sempre soldi, ogni santo giorno che passi su questo pianeta?

Se non la vuoi vedere dal lato salutistico, vedila dal lato economico: quanto spendi al giorno per il vizio del fumo?
Quattro, cinque, sei Euro?
Se sei fumatore da un po', sai perfettamente che il costo di tabacco e sigarette varie cresce a dismisura nel tempo: in poco meno di 10 anni, le sigarette che io fumavo avevano aumentato il loro costo di oltre l'80%.
Considerando un tasso d'inflazione a poco meno del 30% (nello stesso periodo temporale), puoi immaginare che esborso economico sia stato.
Lo stesso che ora subisci te, anche se non te n'accorgi; e sai perché non te ne accorgi?
Perché, come qualsiasi altra droga, anche il tabacco è percepito dal tuo cervello come un bene necessario alla tua sopravvivenza.
Alla stessa stregua del pane, del latte, dei beni primari in generale.
Sai che il prezzo del pane dal 2002 al 2012 è aumentato del 47%?
E lo sai che, nella sola Roma, il costo del caffé nello stesso periodo è aumentato del 38%?

Sono tutte percentuali che vanno ben oltre il tasso ufficiale medio dell'infazione, e guarda caso riguardano tutti prodotti primari.
Se non te ne eri accorto, è perché il tuo cervello tende a considerare inevitabili le spese per i generi che garantiscono la tua sopravvivenza: questo porta spesso ad accettare supinamente gli aumenti dei prezzi, bollandoli come 'necessari'.
Cosa che, se ci fai caso, non succede con altri prodotti di altri settori: sei di norma molto più informato sul costo della nuova console da gioco, oppure del nuovo smartphone oppure anche dell'abbonamento alla TV satellitare per seguire la tua squadra del cuore rispetto al costo di un litro di latte.
In quest'ottica, l'aumento esponenziale e sostenuto del costo del tabacco lo hai sempre precepito come 'necessario' ed 'inevitabile'... Quando invece non è né necessario e né inevitabile, anzi: puoi benissimo evitarlo!
Smetti di fumare ora, ed in un attimo l'avrai totalmente evitato!

I consigli che posso darti per smettere di fumare

I consigli che posso darti per smettere di fumare

OK, hai deciso di smettere di fumare, e hai deciso di farlo ora.
Intanto, permettimi di farti i complimenti: hai fatto la scelta giusta.
Ed è anche una scelta di fondamentale importanza: hai deciso di non morire prematuramente, hai deciso di star meglio, hai deciso di risparmiare soldi, hai deciso di smettere d'intossicarti.
Quello che hai appena fatto è il primo e necessario passo per vincere la tua dipendenza: quindi, ancora bravo!

Ora, l'inizio del percorso può essere complicato, ma non ti devi disperare: ti assicuro che è molto più facile e molto meno doloroso di quello che usualmente si dice!
Credimi, ci sono passato io in prima persona molti anni fa, e sono qui a raccontartelo senza alcun tipo di menzogna!
Allora, prima di proseguire con i consigli generali, ti devo specificare un paio di cosette, che ti saranno molto utili per l'inizio della disintossicazione.
Leggile con attenzione:

  • La nicotina da sia dipendenza fisica che psicologica, ma al contrario di molte altre droghe (come l'eroina o l'etanolo) i sintomi della dipendenza fisica sono molto leggeri, e vengono superati nell'arco di circa 72 ore.
    Quindi, sappi che i primi tre giorni d'astinenza potranno essere problematici, e potresti essere più nervoso del solito, più aggressivo o con più mal di testa del dovuto: ciò sarà assolutamente normale, ma sarebbe meglio avvertire i tuoi amici, i tuoi parenti ed i tuoi colleghi che potresti avere un carattere un po' fumantino.
    Spiegagli che ciò sarà dovuto alla disintossicazione da nicotina, e scusati anticipatamente per gli eventuali problemi che potresti dargli: sicuramente non succederà nulla di grave, ma così almeno eviterai incomprensioni o possibili e non necessarie litigate;
  • Disintossicato dalla nicotina, il tuo corpo comincerà a riprendere il metabolismo che aveva prima di diventare tabagista.
    Questo ti potrà portare a sentire l'esigenza di ricominciare a muoverti, oppure a praticare un'attività sportiva. Non è un male, è un bene!
    Psicologicamente, perderai il gesto anti-stress dell'accendere la sigaretta e portarla alla bocca, a cui il tuo cervello s'è adeguato durante la tua dipendenza dal tabacco.
    Dovresti quindi cercare dei rimedi anti-stress alternativi, od almeno prepararti all'idea di cercarli.
    Possono essere anche piccole ed insignificanti cose, come ad esempio tenere in bocca una stecca di liquirizia, oppure masticare della gomma americana (se ti piace).
    Attento: non è detto che la cosa ti serva necessariamente (a me non è servita, ad esempio), però prendi in considerazione l'idea, nel caso;
  • I fumatori, come qualsiasi altra categoria di tossicodipendenti, tendono a fare gruppo tra di loro, e spalleggiarsi e giustificarsi a vicenda.
    È la millenaria regola del: "Mal comune, mezzo gaudio", e di questo dovresti esserti bene accorto, nel corso degli anni.
    Tutti i fumatori tendono a minimizzare il loro vizio, così come tendono a stravolgere lo stato dei fatti per accordarlo al loro senso di frustrazione per la loro dipendenza, che vorrebbero tanto non avere, anche se si dicono tra di loro il contrario.
    Mentono sapendo di mentire, in pratica: e questa, come più volte ripetuto in questa pagina, è una cosa che solo gli stupidi fanno.
    Tu hai deciso di smettere di fumare, quindi sappi che sei diventato immediatamente una persona ostile, ai loro occhi: semplicemente perché hai fatto quello che loro non hanno il coraggio di fare, e quindi t'invidieranno enormemente!
    Preparati quindi a sentirti dare consigli non richiesti, a sentirti raccontare esperienze personali di cui non ti dovrebbe interessare nulla, a sentirti ripetere luoghi comuni e dicerie che non hanno nessun fondamento scientifico.
    Di tutto ciò che sentirai, fattene un fischio, come si suol dire in italiano non ricercato.
    Presta attenzione solo ai consigli che può darti un medico specializzato nelle disintossicazioni, e per qualsiasi dubbio o domanda, rivolgiti sempre e solo a lui.

Per non ricadere nel vizio del tabacco, qualche consiglio utile

Qui di seguito, ecco qualche consiglio utile, che personalmente ho seguito durante la mia disintossicazione, e che mi ha aiutato a non ricadere nel tabagismo.
Come sempre, questi consigli non costituiscono né sostituiscono un parere medico: in caso di problemi o se hai bisogno di aiuto qualificato per uscire dalla dipendenza dalla nicotina, rivolgiti sempre ad un medico.
Premesso ciò, qualche utile dritta:

  • Hai deciso di smettere di fumare, ricordatelo sempre.
    Questo vuol dire che non stai 'tentando' o 'provando' a smettere, hai smesso.
    Convinciti di questo in qualsiasi momento della giornata, quando ti può tornare la voglia di nicotina.
    Sembra una cosa banale, ma psicologicamente è molto importante: tu governi le tue azioni, tu hai preso una decisione (quella giusta!) e tu devi ricordarlo a te stesso, quando è il caso;
  • La nicotina, in bassissime quantità, è presente anche in altri vegetali, tuberi e frutti a parte il tabacco: nel pomodoro, nella patata, nella melanzana e nel peperone.
    Ovviamente, sono concentrazioni molto modeste, che al corpo in salute e privo da allergie non creano nessun problema durante un pasto normale.
    Ricordati quindi che il tuo problema non è la nicotina in sé stessa, ma la tua dipendenza patologica da essa: il tuo corpo è semplicemente intossicato dalla nicotina, che gli hai somministrato per anni in grandi quantità, e deve quindi disintossicarsi.
    Piccole quantità come quelle contenute nei vegetali, nei tuberi e nei frutti sopra indicati le puoi mangiare senza controindicazioni, se non soffri di altre patologie che vietino espressamente quegli alimenti;
  • Appena smetterai di assumere grandi quantità di nicotina tramite il fumo, vedrai che il tuo corpo sarà più portato all'esercizio fisico.
    È quindi un ottimo momento per rimettersi in forma, se lo vuoi!
    L'attività fisica, anche saltuaria, è necessaria per uno stato di salute ottimale, ed ora che hai molto più fiato di prima (letteralmente!) puoi quindi provvedere al meglio;
  • Evita gli altri fumatori, se possibile.
    Almeno: evita di stargli vicino mentre fumano.
    Tu hai fatto la tua scelta, loro stanno continuando con la loro, e le due scelte sono inconciliabili.
    A volte è difficile, per non dire impossibile, troncare i rapporti con amici e familiari fumatori, e non ti sto chiedendo di farlo: ti suggerisco solo di evitarli, e ridurli al minimo indispensabile.
    Hai appena smesso di fumare, sei in uno stato molto delicato dove basterebbe un nulla per farti ricadere nel vizio: devi tutelare la tua salute e la tua scelta in ogni modo possibile.
    Quando sarai disintossicato, vedrai che tu per primo proverai disgusto a sentire l'odore delle sigarette, e non avrai minimamente voglia di ricominciare;
  • Smettere di fumare migliora enormemente la circolazione sanguigna e l'ossigenazione del sangue.
    Ergo, se sei un uomo... Beh, avrai delle erezioni migliori, e dei rapporti mediamente più lunghi e soddisfacenti.
    Ti consiglio quindi di far vedere spesso la tua ritrovata vitalità: male non ti fa di sicuro.
    Anche se sei una donna, la migliore circolazione sanguigna sarà solo che un toccasana per le tue zone erogene: pure per te, fare l'amore spesso male non ti farà per certo;
  • I sintomi dell'astinenza dalla nicotina passano dopo qualche giorno, al massimo una settimana circa.
    Non isolarti in questo periodo, e continua a fare la vita che hai sempre fatto: hai smesso di fumare, mica di vivere! Anzi, ti stai allungando la vita, e di tantissimo!
    Quindi, vivi una vita normale e, a parte ovviamente fumare, fai tutto quello che facevi prima: vedrai che l'attenzione migliorerà, i riflessi saranno più scattanti e tutti i sensi - specialmente olfatto e gusto - piano piano torneranno ad essere come quando eri ragazzo. Te lo garantisco!
    Continua quindi con il lavoro, con gli amici, con la famiglia, con lo sport e con tutto quello che vuoi te, esattamente come prima;
  • Se cerchi un anti-stress alternativo alla sigaretta, trovatene uno.
    Il mondo è pieno di anti-stress, scegli quello che ritieni per te migliore.
    Vuoi la liquirizia? Prenditene una stecca: fa benissimo al cuore!
    Gioca ai videogiochi sul telefono, fai il sudoku, le parole-crociate, conta i numeri primi... Insomma, fai quello che ti piace di più!
    Sei libero dal demone della nicotina, scegli il tuo anti-stress preferito!
    Solamente, se puoi, evita di mangiare fuori pasto, e soprattutto evita dolcetti o snack iper-calorici: quello non farebbe affatto bene né alla tua linea e né al tuo sistema immunitario.
    Frutta invece... Quanta ne vuoi;
  • Errare è umano, si sa.
    Tutti sbagliamo, e tutti possiamo cadere in errore.
    Quindi, anche tu che hai smesso di fumare puoi farti prendere dal panico, ed accenderti una sigaretta.
    Non preoccuparti, nessuno ti biasimerà per questo: siamo uomini e siamo fragili.
    Ci può stare. Fai finta di nulla: è stato un incidente di percorso e basta.
    Che non si ripeta più, e fine dei giochi.
    Non darti troppe colpe, non pensare assolutamente che non ce la puoi fare: ce la stai facendo benissimo, ed il tuo senso di colpa per esserti fumato una sigaretta è il segno evidente che per te, ormai, la norma è il non fumare!
    Vai avanti ancora più motivato di prima, piuttosto;
  • Qualsiasi cosa accada, bella o brutta che sia, non farti distogliere dal tuo obiettivo, che è una vita senza più fumare.
    È un obiettivo che durerà tutto il resto della tua esistenza, e quindi devi perseguirlo con costanza ogni giorno.
    Ti posso assicurare che però non sarà un compito gravoso: arriverà anzi il tempo in cui non ci penserai più, e neppure ti ricorderai dell'ultima sigaretta che hai fumato.
    Quel giorno, e credimi non è così lontano come quanto tu possa pensare adesso, sarai completamente guarito;
  • Ricordati che tu stai meglio ora che hai smesso di fumare.
    Ora, non prima.
    Ora il tuo corpo si sta disintossicando, e tra un po' comincerà anche a rigenerarsi dai danni causati dal tabagismo.
    La vita non era più bella prima, almeno non per il tuo fisico: non ricordarti quindi del passato come in periodo felice, mentre ora sei nella sofferenza!
    Nel passato stavi avvelenando il tuo corpo, e ti stavi spianando la strada ad una morte prematura; ora invece hai scelto di vivere un po' di più, e molto più in salute.
    Ricordati sempre di questo nei momenti in cui il demone della nicotina potrebbe risalire allo scoperto.
    Vinci te, non lui!

Bene, questo è tutto ciò che posso dirti, e che posso consigliarti.
Come vedi, non ti ho consigliato rimedi palliativi (compresse o cerotti alla nicotina, sigaretta elettronica, ecc ecc.) per un semplice fatto: perché non ti servono!
Disintossicarsi dalla nicotina è uno stato principalmente mentale: la dipendenza fisica, credimi, la superi in meno di una settimana.
Davvero, meno di sette giorni e sarai libero per sempre!
Dammi e datti fiducia: non soffrirai, te l'assicuro!

Rivolgiti sempre ad un medico quando ne senti il bisogno

Rivolgiti sempre ad un medico quando ne senti il bisogno

Non aver paura di rivolgerti al medico per qualsiasi esigenza: il tuo percorso per la disintossicazione può essere più o meno lungo, e potresti aver bisogno di un aiuto.
Potresti aver necessità di modificare parzialmente la tua dieta, o di ricorrere a qualche integratore alimentare, così come potresti aver bisogno di qualche esame specifico.
Tieni sempre sotto controllo lo stato della tua salute e non esitare a confidarti con il tuo medico di fiducia quando ne sentirai l'esigenza: i dottori sono al tuo servizio per aiutarti a raggiungere e mantenere uno stato di benessere, ma devi dargli la possibilità di visitarti.

Non sottovalutare nulla, dai piccoli ai grandi cambiamenti che la tua decisione di smettere di fumare comporta e comporterà in futuro: quando avrai dei dubbi, parlane il prima possibile con il tuo medico.
Ancora, dopo le prime settimane di disintossicazione le tue gengive potrebbero cominciare a sgonfiarsi, e si potrebbero quindi intravedere i segni di recesso da paradontite, che prima erano mascherati dal gonfiore perenne.
Anche in questo caso, rivolgiti immediatamente al tuo dentista: potresti aver bisogno di cure urgenti per salvaguardare il tuo paradonto ed i tuoi denti.

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